Chi sono

Non sono nato già chi volevo essere. Lo sono diventato

La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi

Albert Einstein

Jacopo Valsecchi

Laureato in Psicologia clinica e attualmente specializzando ad un Master di Neuropsicosomatica ed uno di Psicosessuologia, oltre che tirocinante presso l’Istituto di Studio per le Psicoterapie di Roma. Mi sono diplomato come coach presso la Scuola di Coaching Umanistico di Luca Stanchieri.

Oltre all’attività di coaching attualmente conduco gruppi di meditazione online come supporto integrativo al processo di cambiamento.

Il percorso come coach nasce da una profonda svolta nella mia vita: nato a Milano nel 1982, mi sono laureato in Architettura al Politecnico di Milano e ho lavorato per anni nell’atelier di un’artista, progettando e gestendo le installazioni delle opere in vari musei e gallerie italiani ed europei. Dopodiché sono entrato nel mondo della grafica e del web designer, prima come free lance e poi come insegnante in una scuola di formazione professionale.

Dal 2016 ho iniziato a lavorare nell’organizzazione di eventi di formazione, crescita personale e spiritualità, trasferendomi a Barcellona e Madrid e spostandomi poi negli Stati Uniti e in India, prima di trasferirmi definitivamente a Roma, dove ora vivo e lavoro.

Cosa fa il Life Coach

Lo Human Coach è una figura che affianca e supporta la persona all’interno di un percorso concordato insieme. Si può lavorare per scoprire potenzialità, focalizzare meglio gli obiettivi, cambiare stili e abitudini di vita oppure strutturare un percorso per raggiungere i propri traguardi.

Cosa non fa il Life Coach

Il Life Coach non cura i traumi né strizza i cervelli. Il coach non dà consigli, bensì propone piani d’azione. Ma soprattutto il coach non prende mai il posto della persona, bensì ne canalizza le potenzialità, permettendole di trovare dentro se stessa le risorse e gli strumenti necessari.

Le esperienze che mi hanno cambiato

La mia vita è sempre stata ricca di esperienze indimenticabili e ancor più ricca di difficoltà. Le prime l’hanno resa degna di essere vissuta, le seconde invece sono state i miei più grandi maestri.

E tu? Quali sono state le tue difficoltà?
Cosa ti hanno insegnato?

Anni fa sprofondai nella depressione dopo una delusione d’amore. Smisi di mangiare e di dormire, e al dolore della perdita si unì improvvisamente la consapevolezza che da anni conducevo un’esistenza priva di significato. La mia era una vita-non-vita.
Quella consapevolezza però risvegliò un me una forza. “Se mi rendo conto di essere arrivato al fondo”, mi dissi, “allora so anche qual è la direzione per risalire“.
In quel momento feci la scelta di prendere in mano la mia vita e di cambiarla. Ciò che mi sembrava impossibile diventò possibile, e capii che tutto dipendeva da quella scelta.

La crisi mi aveva mostrato quanto fossi lontano da me stesso e capii che non mi sarei mai ritrovato stando seduto in una stanza. Dovevo “sperimentarmi”, correndo in prima linea, inseguendo ciò che più desideravo e di cui al contempo avevo più paura.
Fu così che iniziarono le mie avventure nel mondo, che mi portarono a viaggiare per quattro continenti, ritrovandomi in mezzo al mare in notti di tempesta, ad attraversare deserti e a scalare le montagne più alte del mondo a bordo di motociclette scassate ma coraggiose quanto me… E sopravvissi.

Ho avuto bisogno di meno coraggio quando ho attraversato l’Himalaya da solo in sella ad una moto di quanto me ne sia voluto per imparare a meditare veramente.
Avevo però un desiderio ardente che mi spingeva a rivolgere il mio sguardo dentro di me, quello di attraversare il mio inferno oscuro e di sbucare alla luce dall’altra parte.
Intrapresi così anni di profonda e intensa ricerca spirituale, incontrando alcuni tra i più grandi maestri del mondo, come Mooji, Neil Donald Walsh e Jeff Foster, grazie al mio lavoro di orgnizzatore di eventi in ambito spirituale e di crescita personale in Italia e negli Stati Uniti.

Cambiare casa, cambiare città, cambiare nazione, cambiare continente. Per anni i miei movimenti nel globo sono stati incessanti.
Ho vissuto in Italia, Spagna, Stati Uniti e India, e ogni volta che arrivavo in luogo lontano trovato qualcosa che credevo avessi appena lasciato: una parte di me.
Perché spogliarmi di un luogo voleva dire indossare la mia vera identità, mentre la mia voce interiore trovava sempre più forza e spazio per risuonare in me.

Nei miei viaggi in Sudamerica ho partecipato a tanti riti di “morte e rinascita”, che hanno avuto un profondo impatto su di me.
Praticati in vari ambiti terapeutici questa modalità di sviluppo personale è culminata nel lavoro insieme a Cristóbal Jodorowsky, che mi ha portato in un viaggio iniziatico in Messico in cui abbiamo attraversato le nostre più profonde paure sotto forma di foreste selvagge, fuochi notturni, caverne sotterranee e acque scure in cui immergersi.
E ogni volta una parte di me moriva, mentre un nuovo io veniva alla luce.

Ma il passo più importante è stata la scelta di intraprendere il percorso per diventare coach e psicologo e, in futuro, psicoterapeuta.
La mente si contorceva all’idea di buttare anni di studi e di esperienza per intraprendere la strada in un campo assolutamente sconosciuto.
Alla fine però ho capito che non c’era nessuna scelta da fare riguardo al mio percorso, l’unica scelta era se tradire me stesso oppure se ascoltare la strada che era già tracciata dentro di me.

Il cambiamento comincia da qui

Il primo colloquio conoscitivo è gratuito, non c'è altro modo per sapere se il coaching fa per te o meno.

Ti viene offerta questa opportunità, sta a te decidere se sfruttarla!

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